Crescita continua. Arrivano così Napoli e Milan allo scontro d’alta classifica valido per l’ottava giornata di Serie A. Due squadre che più o meno un anno fa cambiavano entrambe il proprio allenatore, e che a distanza di un anno si giocano il primato in una gara ricca di spunti. Pioli e Gattuso hanno silenziosamente stravolto il modo di giocare di queste due compagini, passo dopo passo, modifica dopo modifica, risultato dopo risultato. (Clicca qui per l’evoluzione del Milan) (Clicca qui per l’evoluzione del Napoli) Piccole innovazioni frutto del lavoro quotidiano, oggi Milan e Napoli si sono affermate come tra le migliori squadre del campionato. Non mancano certo limiti e criticità da ambo le parti, ma attualmente questa gara è tra i migliori spot per la nostra lega. 

Proviamo ad ipotizzare cosa può caratterizzare questa sfida da un punto di vista tecnico-tattico, quali le principali soluzioni attuabili dai due allenatori per avere la meglio sull’avversario; cosa potrà, secondo la nostra visione, determinare quest’affascinante gara.

FASE DI NON POSSESSO NAPOLI/FASE DI POSSESSO MILAN

La squadra di Gattuso, su costruzione da rinvio e costruzione bassa avversaria, tende ad effettuare una pressione alta e forte, con l’obiettivo di riconquistare immediatamente il pallone o costringere gli avversari ad un attacco diretto. Qualche difficoltà emerge però qualora gli avversari possano decidere, con coraggio, di attrarre quanti più effettivi partenopei. In queste situazioni può verificarsi che uno dei due mediani si alzi in pressione quasi al limite dell’area, mentre l’altro rimanga isolato in una zona centrale e ampia di campo. La linea difensiva, però, non sempre si è dimostrata pronta a reagire in circostanze simili, “rompendo” il solito ordine, e la conseguenza è il rischio che si crei una pericolosa situazione di inferiorità numerica nel secondo terzo di campo, che permetterebbe così ai trequartisti avversari di puntare la linea dell’undici azzurro (Fig.1,2,3). Leggere l’uomo tra le linee non sempre si è dimostrato di semplice risoluzione per il Napoli, spesso in difficoltà nei movimenti offensivi avversari quando un effettivo attacca la profondità ed un altro, in posizione ravvicinata, venga dentro al campo (Fig.4,5,6).

Ed è in questa circostanza che gli uomini di Pioli potrebbero avere modo di eludere la pressione nemica e lasciare così alle spalle diversi avversari. Il Milan è una squadra che non teme di utilizzare il portiere per avere la superiorità, attirare gli avversari e giocare con i due mediani entrambi marcati a uomo, con l’obiettivo di ricercare l’uomo tra le linee che possa ricevere, girarsi e puntare la linea. Sarà necessario leggere la pressione ed adeguarsi al tempo della stessa. Quanto più sarà forte, tanto più rapidamente bisognerà cercare l’uscita in verticale e trasmettere il pallone al compagno nel giusto spazio (Fig.7,8,9,10,11).

 

In situazioni di costruzione avversaria in una zona media e alta di campo, il Napoli ricerca con il trequartista e la punta di indirizzare la giocata sull’esterno dove poi poter uscire forte in pressione con i due esterni; chiudere quindi le linee di passaggio ed evitare la giocata verticale è una priorità per gli uomini di Gattuso. È ipotizzabile dunque, come recentemente attuato da alcuni avversari del Napoli, che il Milan provi ad aprire in costruzione uno dei due mediani, o a stringere dentro un terzino, per avere superiorità numerica contro i due calciatori offensivi azzurri, soluzione tra l’altro già messa in evidenza in alcune gare dei rossoneri. Potrebbe essere questa un’opportunità per il Milan di creare non pochi grattacapi alla fase di non possesso partenopea; i due calciatori offensivi, infatti, non sempre riescono ad uscire col tempo giusto sul braccetto (o chi va a posizionarsi in quella zona), che così può avere spazio per la guida della palla, e qualora l’esterno di centrocampo (Insigne o Lozano) decidesse di uscire su quest’ultimo, si creerebbe una situazione di 2vs1 a discapito del terzino partenopeo (Fig.12 a 21).

Il 2020 in Serie A è sicuramente stato scandito dal ritorno di Zlatan Ibrahimovic che, nonostante la carta d’identità, non smette di stupire, anzi, continua in campo e fuori a determinare l’andamento della squadra per cui giochi. Ed ecco una soluzione che il Milan sta adottando con sempre maggior frequenza, particolarmente efficace soprattutto quando la squadra avversaria si difende in zone basse di campo e con linee compresse, quando gli spazi scarseggiano. In fase di sviluppo, soluzione diretta per lo svedese che si muove nello spazio alle spalle del terzino e attacca l’area. Il suo movimento allunga la linea avversaria permettendo così ai compagni di poter riempire l’area di rigore. Il resto è qualità (Fig.22,23,24).

FASE DI NON POSSESSO MILAN/FASE DI POSSESSO NAPOLI

Il Milan, su costruzione da rinvio avversaria, alterna momenti in cui effettua una pressione forte, sui riferimenti, ad una pressione più moderata che ha come obiettivo indirizzare la giocata sull’esterno.  L’atteggiamento della linea è molto aggressivo, spesso accetta la parità numerica e le uscite avvengono frequentemente in avanti per azzerare il tempo di giocata. A volte, però, preoccuparsi troppo di chiudere la trasmissione verticale fa sì che venga meno la pressione sul riferimento, come nel caso dei seguenti frame (Fig.25,26,27,28,29).

Il Napoli, nel corso dell’ultimo anno, ha messo in evidenza chiari miglioramenti nella gestione della palla e nella costruzione. Una soluzione sempre più efficace e che potrebbe creare difficoltà agli uomini di Pioli è la continua ricerca del terzo uomo con l’utilizzo dei due mediani. La squadra di Gattuso ha notevolmente incrementato la sua capacità di generare la pressione avversaria anche con trasmissioni interlocutorie, per andare poi alle spalle degli avversari, centralmente o in zone più esterne di campo dove ricercare delle triangolazioni (Fig.30,31,32,33,34).

La pressione forte del Milan potrebbe incorrere in diversi problemi vista la capacità del Napoli di muovere rapidamente il pallone dai mediani ai calciatori offensivi, come mostrano queste immagini in cui i partenopei, in costruzione alta, sfruttano il movimento di Lozano, esterno offensivo, dentro al campo, per combinare con Mertens e ricercare poi l’attacco alla profondità di Osimhen. Ampiezza garantita dal terzino, Di Lorenzo (Fig.35,36,37,38,39).

Dovrà essere abile in questo caso la squadra di Pioli a chiudere rapidamente le linee di passaggio e a leggere i movimenti avversari, in particolar modo quelli del trequartista, presumibilmente Mertens, ad attirare i difensori rossoneri per creare spazio ai compagni (Fig.40,41,42).

Osimhen è in forte dubbio per la sfida del San Paolo. Scalpita allora Petagna, desideroso di dimostrare alla squadra che lo ha cresciuto di aver commesso un errore a privarsi di lui. Cosa può dare allora l’attaccante italiano a differenza di Osimhen? Quest’ultimo è sicuramente un’arma importante per attaccare la profondità e ricevere trasmissioni verticali; Petagna, dal canto suo, può agire bene dentro al campo, attirare gli avversari, liberare spazio per gli inserimenti dei compagni, oltre che essere un validissimo elemento in area di rigore (Fig.43,44,45,46,47).

La riaggressione immediata è tra i princìpi del nuovo corso di questo Milan. I rossoneri prestano particolare attenzione alle marcature preventive e alla riconquista repentina del pallone, ciò dovuto ancor di più alla frequente conduzione delle partite nella metà campo avversaria; potrebbero però essere fonti di pericoli le situazioni di transizione, soprattutto contro una squadra come il Napoli, abile nel chiudere le traiettorie di passaggio, nell’intercetto, e nell’attacco degli spazi (Fig.48 a 55).

Ci aspetta una grande sfida, bella e importante non solo per la classifica ma anche e principalmente per le proposte in campo. Abbiamo provato ad ipotizzare i principali cardini tattici a cui potrà ispirarsi, le soluzioni maggiormente degne di nota che potranno adottare le due squadre in entrambe le fasi, fermo restando che è la qualità tecnica la prima e fondamentale fonte di spettacolo. Staremo a vedere.

 

Umberto Rania, Laureato in Scienze e Tecniche Psicologiche