• Data di nascita: 12/10/1999
  • Nazionalità: Norvegese
  • Posizione: Attaccante
  • Piede: Destro
  • Altezza: 1.84 m
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Il giovane attaccante classe 99′ è cresciuto nelle giovanili del Bodo/Glimt, squadra che milita nell’Eliteserien, massima serie norvegese, la stessa che lo sta lanciando nel panorama europeo.

Hauge vanta già tante presenze, visto il suo esordio nell’aprile 2016, a soli 17 anni. Dopo un primo anno altalenante viene dato in prestito all’Aalesund, dove però non riesce a dimostrare il suo valore.

Il ritorno del “figliol prodigo” non si fa attendere e, nella stagione appena conclusasi, Hauge diventa protagonista della cavalcata che vede il club qualificarsi ai preliminari di Europa League, dove non è riuscito a superare il Milan, nonostante i rossoneri abbiano incontrato non poche difficoltà. La sua grande prestazione ha suscitato il forte interesse proprio della dirigenza rossonera che ha subito mosso le pedine giuste per anticipare la concorrenza.  Ad arricchire il suo curriculum le tante presenze in tutte le categorie della Nazionale norvegese fino alla più recente convocazione nella Nazionale Maggiore, grazie alle prestazioni di alto livello.

Andiamo però più nello specifico analizzando pregi ed eventuali difetti del classe ’99. 

Calciatore evoluto capace di adattarsi alla perfezione durante le due fasi di gioco. Dotato di un buon tiro, vedi il gol al Milan a San Siro, sa giocare su tutto il fronte d’ attacco. Quando si trova in posizione laterale, grazie alla sua tecnica sopraffina, risulta essere devastante nell’uno contro uno, creando superiorità numerica; quando invece è in zona centrale, diventa il  legante con i centrocampisti, anche se non disdegna l’attacco alla profondità. Il suo essere un calciatore moderno lo si vede sopratutto in fase di non possesso (Fdnp), dove è sempre pronto a ripiegare ed essere d’aiuto ai compagni. Secondo il nostro punto di vista, la Fdnp è tutta volontà del calciatore, la fame, la voglia di arrivare all’obiettivo, che alla lunga può fare la differenza e ci dirà la sua reale collocazione nel calcio che conta.

Un piccolo appunto: solo nell’ultimo anno ha dimostrato di abbinare alle innumerevoli giocate tanti gol, ma il campionato norvegese potrebbe non essere testante in tal senso rispetto alle maggiori competizioni europee e quindi dovrà dimostrarsi capace di non perdere il vizio del gol.

Siamo sicuri che sarà un valore aggiunto per la squadra di Pioli, Ibrahimovic e compagni lo aspettano in quel di Milano.

Luigi Capparelli, Allenatore UEFA B